L’idea di dare vita ad un nuovo, ennesimo sito di sinistra, per giunta pure comunista (eh sì, lo so… pietite, orate per noi, voi che volete aver salva l’anima), non è certo originale e nemmeno pretende di esserlo.

Molto semplicemente, anche questo spazio libero, di lettura, discussione e condivisione di ogni sorta di armamentario quotidiano che ci portiamo addosso quando proviamo ad osservare il mondo che ci circonda, ha una sola pretesa: soddisfare un interesse, una curiosità… suscitare polemiche benevole, eppure anche aspre.

Differentemente dalla sua sorella maggiore, “la Sinistra quotidiana“, Altra Umanità è una sorta di supplemento cultural-sociale, meno quotidiano ma non per questo meno attuale.

Non c’è obiettivo, non c’è alcuna meta da raggiungere: non siamo uno spazio web finalizzato alla conquista di “click“. La pubblicità che trovate nel sito ha il solo scopo di mantenere in vita il sito stesso, autofinanziando i suoi costi. Niente di più, niente di meno.

Ci interessa scrivere, leggere, conoscere e discutere. Discutere per capire. Capire per cambiare. Sapendo che il cambiamento può essere nel corso della storia molte volte repentino e altre volte lentissimo. Ci interessa continuare a farci domande, sfuggendo ad ogni tentazione dogmatica che una società piena di religioni (tanto quelle ufficiali quanto i culti meno religiosi ma certamente fideistici e leaderistici…) ci propone ogni giorno come salvezza tanto dell’anima quanto unico rimedio alla soddisfazione dei bisogni materiali.

In questo sta quel comunismo libertario cui facciamo riferimento. Una bussola di orientamento per restare umani, per rispettare tutti gli esseri viventi e la natura che li contiene. La necessità di studiare per comprendere quanto avviene ogni giorno e velocemente si sviluppa nelle nostre esistenze legate le une alle altre eppure così in lotta fra loro.

E’ uno scontro tra miliardi di salariati, di sfruttati e poche migliaia di enormi possidenti di risorse accumulate grazie al sistema capitalistico.

Il titolo di questo sito vuole comunicare che costruire un’Altra Umanità è davvero possibile e che essere comunisti oggi, nel secondo decennio del nuovo secolo di un nuovo millennio, non è follia ma necessità umana, dovere civile, principio morale che può ispirare tutte le nostre azioni e anche i nostri pensieri.

Nel pensare, ci insegna Marx, dipendiamo dalla nostra essenza sociale. Per cui noi pensiamo ciò che siamo e non siamo ciò che pensiamo. Altresì, però, va detto che le nostre orecchie ascoltano quello che noi stessi per primi ci diciamo e per questo dovremmo stare bene attenti alle parole, al loro significato. Sia quando parliamo, sia quando scriviamo.

Il glicine“, una straordinaria poesia di Pier Paolo Pasolini, ad un certo punto recita così:

Non serve, per ringiovanire, questo / offeso angosciarsi, questo disperato / arrendersi! Chi non parla, è dimenticato.“.

Smettiamola di angosciarci, di disperarci perché sconfitti dalla forza di una lotta di classe che esiste ma che chiamiamo semplicemente “società moderna“. Il mondo cui pensiamo sovente ha circa quattro miliardi di anni di vita. La storia umana ne ha poco meno di 200.000 e, se consideriamo l’essere umano moderno, quello uguale a noi, il tempo si riduce ancora, ad una “piccolissima” cifra… 3.500 anni.

Se davvero si vuole pensare che la storia sia praticamente evoluta al suo massimo e che nessuna trasformazione sociale sia più possibile, se si vuole affermare che il capitalismo può accampare una pretesa di eternità, lo si faccia. Ma sarà una affermazione falsa perché indimostrabile a prescindere dai dati di una attualità che vede una fase espansiva della globalizzazione dei mercati.

Ma anche molte crisi che nascono dalla contraddizione irrisolvibile del capitale: non può generare uguaglianza sociale ma solo ampliare la forbice tra sempre più vaste masse di sfruttati e sempre meno Paperon de’ Paperoni.

Che c’è di male nel riflettere su tutto ciò? Che c’è di male nel pensare che sia giusto difendere i lavoratori non solo tramite la “sostenibilità” dei mercati, ma guardando oltre gli schemi economico-mentali (e viceversa) che sono diventati paraventi dietro cui tutto si nasconde e tutto si giustifica…?

Dunque, discutiamo, leggiamo, scriviamo e sogniamo insieme. Perché, qualcuno un giorno ha detto: “Se si sogna da soli, è solo un sogno. Ma se si sogna insieme, allora è la realtà che comincia.“. Buona realtà!

RED.

18 febbraio 2020

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